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| La libreria: I conquistatori
dell'antartide |
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Edizioni Tea
di Francisco Coloane
Un gruppo di uomini a bordo di una barca si spinge oltre la Patagonia,
per raggiungere le terre antartiche, luoghi duri e inospitali, che
solo pochi indios, gli yagán che abitano il «Paradiso
delle Lontre», osano sfidare. Così Manuel Silva, soprannominato
il Capo Bianco dalle tribù indigene, il fratello Alejandro,
il sergente Ulloa e l’indio Felix s’imbarcano sul cutter
Agamaca alla scoperta dell’Antartide, per vedere con i propri
occhi che cosa si cela oltre i ghiacci, quali misteri e ricchezze
sono nascoste oltre la fine del mondo. Da quella spedizione non
tutti faranno ritorno, ma per i quattro uomini che del mare australe
conoscono tutto, quel viaggio verso l’ignoto è un’esperienza
che deve essere vissuta a qualsiasi costo, anche a prezzo della
vita. Partendo da un mondo reale fatto di mari tempestosi, canali
scavati dal ghiaccio, insenature e animali che abitano questi luoghi
di confine tra mare e terra, Francisco Coloane dona al suo racconto
un’anima fantastica e ci guida alla scoperta della natura
dell’estremo Sud e dell’umanità perennemente
in lotta per abitarvi. |
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| La libreria: Una corsa nel
vento |
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Edizioni Corbaccio
di Goss Pete
Il giorno di Natale del 1996 Pete Goss ha salvato il velista francese
Raphael Dinelli, la cui barca era affondata durante la Vendée
Globe, la regata intorno al mondo non-stop in solitaria. Ricevuto
il Mayday del concorrente, Goss ha girato la barca e ha fronteggiato
venti con la violenza di un tornado nelle desolate acque dell'oceano
Indiano, mettendo così in pericolo la propria gara e la vita.
In questo libro, intitolato "Una corsa nel vento" Pete
Goss racconta la sua avventura, ma anche i suoi pensieri, le sue
difficoltà e la sua filosofia, e le lezioni apprese nei dieci
anni che ci sono voluti per preparare la gara.
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| La libreria: Qualsiasi oceano
va bene |
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Edizioni Incontri Nautici
di Alex Carozzo
Alex Carozzo e’ il primo navigatore solitario della storia
della marineria italiana. Nel 1965 attraversa il Pacifico d'inverno:
5.500 miglia di oceano su una barca a vela, in solitario. Egli stesso
ha costruito l'imbarcazione nella stiva della nave mercantile sulla
quale prestava servizio come Ufficiale di rotta. A bordo di "Golden
Lion" Carozzo non ha nessuno strumento elettronico, ma solo
una radio, un cronometro e un sestante, oltre a carte nautiche e
portolani. Il racconto del navigatore, resoconto meticoloso ma pure
ironico, dalla costruzione della barca alla progettazione del viaggio,
ripreso dal suo giornale di bordo, e’ la testimonianza di
quella che molti considerano la piu’ grande impresa marinaresca
compiuta da un italiano. |
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